AVATAR: LO YOGA AL CINEMA
Talvolta è possibile trasmettere l'essenza dello Yoga
all'interno di una storia, la quale interagisce su diversi livelli come accade
solo per le grandi scritture. Molti possono limitarsi a guardare la trama e
apprezzare gli effetti speciali straordinari, altri possono andare oltre e
intravedere un messaggio ecologista in difesa del patrimonio naturale che stiamo
sperperando.In pochi colgono la sottile analogia con la perdita, nella nostra
società, di ogni forma di spontaneità e naturalezza.In questo film si può
sicuramente parlare di ispirazione ed intuizione (un vero stato di grazia) che
vanno oltre la conoscenza stessa.
IL TITOLO: L'Avatar nella cultura indiana e yogica è l'incarnazione divina, il cui compito è quello di proteggere il mondo e l'universo. Nei periodi particolarmente difficili, in cui l'esistenza e l'equilibrio sono gravemente minacciati, prende forma un avatar. Se nella parte iniziale l'interazione è limitata al nuovo corpo da indossare, nella parte centrale si assiste a una trasposizione completa dove lo stesso personaggio diventa un'unica entità con la volontà divina, strumento di salvezza.
IL POPOLO: I veda parlano di Ariani e non Ariani. I primi sono coloro che hanno consapevolezza mentre gli altri coloro che ne sono privi.Analogamente, gli abitanti di Pandora rappresentano coloro che vivono nella consapevolezza della connessione con il Tutto.Il colore blu del popolo è poi lo stesso di Krishna nella Bhagavad Gita.Il colore della pelle rappresenta l'essere parte degli eletti ma sempre e solo da un punto di vista di consapevolezza spirituale.E anche quando questa consapevolezza viene raggiunta, può essere momentaneamente persa a causa di limiti naturali. Da un punto di vista dello Yoga gli appartenenti al popolo tengono il loro corpo allenato con un training giornaliero. Anche il nutrimento avviene con il massimo rispetto della sacralità facendo attenzione a non prendere più del necessario. Se avessimo la stessa consapevolezza nel nostro mondo non esisterebbero fame e carestie.Per il popolo il corpo è solo un prestito di cui aver cura e che dopo un certo tempo va restituito. Simbolica anche la treccia attraverso la quale gli esseri del Popolo possono connettersi ad ogni altro essere. La treccia è un esplicito richiamo col tutto, e anche all'interno della cultura legata all'adorazione di Krishna è il simbolo di connessione col divino.
IL POPOLO E L'AVATAR: Nella vicenda il popolo educa l'Avatar che inizialmente percepisce come quell'essere dall'energia particolare, esattamente come Arjuna non si accorge che Krisnha è un'incarnazione divina. Alcune reincarnazioni Divine infatti, non sono consapevoli della loro natura e arrivano alla rivelazione solo attraverso una rieducazione. L'educazione stessa ricorda alcuni particolari dello Yoga. L'attenzione alla forza e la sensibiltà del corpo ricorda l'Hatha Yoga, ovvero uno strumento attraverso il quale sviluppare maggiore energia, forza e volontà.Solo con queste qualità in equilibrio le vette della consapevolezza sono più vicine e l'Avatar può simbolicamente diventare parte del popolo.
LA VICENDA: Come nella Bhagavad Gita essa si muove all'interno di quello che poi diventerà un campo di battaglia.Nella Bhagavad Gita Krishna non sceglie la parte di campo a cui appartenere secondo un concetto di giusto o sbagliato ma solo in base alla ricerca dell'equilibrio. Uno dei momenti più toccanti è quando l'Avatar prega chiedendo aiuto a Madre Terra e gli viene ricordato che Lei non prende le parti di nessuno perchè il suo compito è solo quello di preservare l'equilibrio. Inoltre l'aspetto della morte, da un punto di vista Yogico così come in questa vicenda, diventa l'opportunità per una nuova vita, una trasformazione nella luce della consapevolezza.
GLI ALIENI O LA GENTE CHE VIVE NEI SOGNI: Gli esseri umani vengono qui definiti come "Alieni". In una lettura non simbolica il termine "alieno" o " estraneo" è riservato ai visitatori. Una lettura più profonda e sottile invece attribuisce il termine a coloro che hanno dimenticato le proprie radici e la connessione con Madre Natura e quindi con il Tutto. Essi vengono definiti come "la gente che cammina nei sogni", ovvero coloro che si muovono nell'illusione e che non vedono la realtà per ciò che è, irretiti tre i veli di Maya (illusione in sanscrito). Il comandante delle forza aliene rappresenta appieno i demoni dei legami di appartenenza alla propria razza e cultura. Sentirsi parte di una cultura non è un pericolo in sè, ma lo diventa quando rappresenta un freno alla crerscita e limita le possibilità di superare i legami imposti dalla cultura e dalla famiglia dove la personalità cresce.
MONITO AL NOSTRO MONDO:Il film lancia il messaggio: "vivete il presente". Se continuiamo a non rispettare la natura e lasciamo che venga distrutto anche quel poco di verde che rimane, Madre Terra riporterà l'equilibrio attraverso la distruzione.E' una promessa.
IL TITOLO: L'Avatar nella cultura indiana e yogica è l'incarnazione divina, il cui compito è quello di proteggere il mondo e l'universo. Nei periodi particolarmente difficili, in cui l'esistenza e l'equilibrio sono gravemente minacciati, prende forma un avatar. Se nella parte iniziale l'interazione è limitata al nuovo corpo da indossare, nella parte centrale si assiste a una trasposizione completa dove lo stesso personaggio diventa un'unica entità con la volontà divina, strumento di salvezza.
IL POPOLO: I veda parlano di Ariani e non Ariani. I primi sono coloro che hanno consapevolezza mentre gli altri coloro che ne sono privi.Analogamente, gli abitanti di Pandora rappresentano coloro che vivono nella consapevolezza della connessione con il Tutto.Il colore blu del popolo è poi lo stesso di Krishna nella Bhagavad Gita.Il colore della pelle rappresenta l'essere parte degli eletti ma sempre e solo da un punto di vista di consapevolezza spirituale.E anche quando questa consapevolezza viene raggiunta, può essere momentaneamente persa a causa di limiti naturali. Da un punto di vista dello Yoga gli appartenenti al popolo tengono il loro corpo allenato con un training giornaliero. Anche il nutrimento avviene con il massimo rispetto della sacralità facendo attenzione a non prendere più del necessario. Se avessimo la stessa consapevolezza nel nostro mondo non esisterebbero fame e carestie.Per il popolo il corpo è solo un prestito di cui aver cura e che dopo un certo tempo va restituito. Simbolica anche la treccia attraverso la quale gli esseri del Popolo possono connettersi ad ogni altro essere. La treccia è un esplicito richiamo col tutto, e anche all'interno della cultura legata all'adorazione di Krishna è il simbolo di connessione col divino.
IL POPOLO E L'AVATAR: Nella vicenda il popolo educa l'Avatar che inizialmente percepisce come quell'essere dall'energia particolare, esattamente come Arjuna non si accorge che Krisnha è un'incarnazione divina. Alcune reincarnazioni Divine infatti, non sono consapevoli della loro natura e arrivano alla rivelazione solo attraverso una rieducazione. L'educazione stessa ricorda alcuni particolari dello Yoga. L'attenzione alla forza e la sensibiltà del corpo ricorda l'Hatha Yoga, ovvero uno strumento attraverso il quale sviluppare maggiore energia, forza e volontà.Solo con queste qualità in equilibrio le vette della consapevolezza sono più vicine e l'Avatar può simbolicamente diventare parte del popolo.
LA VICENDA: Come nella Bhagavad Gita essa si muove all'interno di quello che poi diventerà un campo di battaglia.Nella Bhagavad Gita Krishna non sceglie la parte di campo a cui appartenere secondo un concetto di giusto o sbagliato ma solo in base alla ricerca dell'equilibrio. Uno dei momenti più toccanti è quando l'Avatar prega chiedendo aiuto a Madre Terra e gli viene ricordato che Lei non prende le parti di nessuno perchè il suo compito è solo quello di preservare l'equilibrio. Inoltre l'aspetto della morte, da un punto di vista Yogico così come in questa vicenda, diventa l'opportunità per una nuova vita, una trasformazione nella luce della consapevolezza.
GLI ALIENI O LA GENTE CHE VIVE NEI SOGNI: Gli esseri umani vengono qui definiti come "Alieni". In una lettura non simbolica il termine "alieno" o " estraneo" è riservato ai visitatori. Una lettura più profonda e sottile invece attribuisce il termine a coloro che hanno dimenticato le proprie radici e la connessione con Madre Natura e quindi con il Tutto. Essi vengono definiti come "la gente che cammina nei sogni", ovvero coloro che si muovono nell'illusione e che non vedono la realtà per ciò che è, irretiti tre i veli di Maya (illusione in sanscrito). Il comandante delle forza aliene rappresenta appieno i demoni dei legami di appartenenza alla propria razza e cultura. Sentirsi parte di una cultura non è un pericolo in sè, ma lo diventa quando rappresenta un freno alla crerscita e limita le possibilità di superare i legami imposti dalla cultura e dalla famiglia dove la personalità cresce.
MONITO AL NOSTRO MONDO:Il film lancia il messaggio: "vivete il presente". Se continuiamo a non rispettare la natura e lasciamo che venga distrutto anche quel poco di verde che rimane, Madre Terra riporterà l'equilibrio attraverso la distruzione.E' una promessa.
ATTENZIONE: qualsiasi rimedio naturale qui descritto non intende sostituire nè il parere medico nè l'uso dei farmaci.